Le donne sono come le mele sugli alberi.
Le migliori sono sulla cima dell’albero.
Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché
hanno paura di cadere e ferirsi.
In cambio, prendono le mele marce che sono cadute
a terra, e che, pur non essendo così buone,
sono facili da raggiungere.
Perciò le mele che stanno sulla cima dell’albero, pensano
che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà
“Esse sono grandiose”. Semplicemente devono essere
pazienti e aspettare che l’uomo giusto arrivi, colui che sia
cosi coraggioso da arrampicarsi fino alla cima
dell’albero per esse.
Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà
bisogno di noi e ci ama farà
di tutto per raggiungerci.
La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per
essere calpestata, né dalla testa per essere superiore.
Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere
protetta e accanto al cuore per essere amata.
Anonimo
Postato il sabato, 15 agosto 2009 alle 22:51

Continuava a camminare danzando tra le strette onde
le sue dita accarezzavano affilati steli d'erba.
Uno sguardo alla riva e uno all'acqua
e l'antico splendore non elargiva trasparenze.
Il suono del vento le stringeva i capelli
ed il tepore della notte le sfiorava le gote.
Soffici vesti non le impedivano brividi
e lunghi sospiri componevano note.
L'arida terra le graffiava le caviglie
l'arsura le raggiungeva il cuore.
Occhi al cielo a respirare ossigeno
e dilatati polmoni per accogliere sogni.
Postato il venerdì, 15 maggio 2009 alle 09:56
Angela Nocioni
Rio de Janeiro
Uno Stato laico. In cui la scomunica da parte della chiesa cattolica dei medici che praticano legalmente un aborto in un ospedale pubblico viene liquidata dal presidente della repubblica con queste parole: «la scienza commette meno errori della chiesa». E il ministro della salute commenta così: «La questione è legale, la bambina è stata violentata. Il resto è opinione della Chiesa. Sono scioccato per la posizione radicale di questa religione che, nell'affermare a torto di voler difendere una vita, mette un'altra vita in pericolo».
Semplice, in un Paese laico il governo difende la legge dello Stato.
L'arcivescovo di Recife, José Cardoso Sobrinho, ha deciso la scomunica per chi ha aiutato ad abortire una bambina di nove anni violentata dal patrigno. Il presidente Lula, cattolico, dice: «Come cristiano e come cattolico mi dispiace molto che un vescovo della chiesa cattolica abbia un pensiero così retrogrado. Non è possibile permettere che una bambina violentata debba portare a termine una gravidanza, in questo caso tra l'altro potevano esserci problemi di salute per lei».
L'arcivescovo ribatte: «Se il presidente della repubblica desidera esprimere opinioni su un tema teologico, gli suggerisco di chiedereaiuto a consiglieri preparati nella materia». Dice poi che i medici e la madre della bambina, peccatori, come tutti i peccatori potranno essere perdonati «se si pentono».
La bimba era incinta di due gemelli, i medici hanno ritenuto che se non avesse abortito avrebbe corso rischi gravissimi. La legge brasiliana consente l'interruzione di gravidanza solo in caso di stupro e in caso di rischi per la salute della donna.
Il patrigno ha ammesso che violentava la bambina da tre anni, da quando cioè la bimba ne aveva sei. La chiesa ha scomunicato i medici, la madre della bimba che l'ha accompagnata in ospedale, ma non lo stupratore. L'aborto è per la chiesa un crimine ed un crimine più grave dello stupro. «La legge di Dio è superiore a qualunque legge umana - ha detto l'arcivescovo - se la legge umana, cioè una legge promulgata dagli uomini, è contraria alla legge di Dio, questa legge umana non ha alcun valore».
Il Vaticano ha difeso il vescovo. Il capo del pontificio consiglio di stato per la famiglia ha detto: «E' un tema molto, molto delicato ma la Chiesa non può mai tradire il suo annuncio, che è quello di difendere la vita dal concepimento fino al suo termine naturale, anche di fronte a un dramma umano così forte, come quello della violenza di una bimba». La decisione della Chiesa è spiegata come «la difesa della vita e della famiglia». «Ognuno di noi - dice - deve porsi in un atteggiamento di grande rispetto della vita. L'aborto non è una soluzione, è una scorciatoia. La scomunica significa non potersi accostare anche al sacramento della comunione e se una persona è nel peccato e non si confessa, per la Chiesa non può fare la comunione. In questo caso i medici sono fortemente nel peccato perché sono persone attive nel portare avanti l'aborto, questa uccisione. Sono protagonisti di una scelta di morte».
Postato il mercoledì, 08 aprile 2009 alle 21:59
Nessuna violenza contro i bambini può essere giustificata.
Queste sono le parole di apertura di un rapporto sulla violenza perpetrata contro i bambini attraverso il mondo e pubblicata l'anno scorso dal segretariato generale delle Nazioni Unite.
I fatti e le figure che dà sono spaventosi.
Questo rapporto è il primo documento realmente per offrire una descrizione del limite della violenza contro i bambini. E la scala di questa violenza nel mondo intero. Poiché questa forma di violenza esiste in ogni paese, indipendentemente da coltura, formazione, il reddito o etnici di cui la compone. la violenza contro i bambini può prendere molte forme differenti… che può essere fisica o psicologica, distinzione, la negligenza, maltrattamento… Qui sono alcune figure: ogni anno, in tutto il mondo, più di 53.000 bambini ed adolescenti muore vittima di omicidio.
E 6 milioni sono obbligati ai lavori forzati o sono obbligati di lavorare per pagare i debiti! E questo non è tutto. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2002 più di 150 milioni di ragazze e 73 milioni di ragazzi sotto l'età di 18 anni ha subito rapporti sessuali forzati, che si tratti di violenza, incesto o prostituzione.
Più di 200 milione minori. Quasi l'equivalente della popolazione europea! Il rapporto delle NU inoltre si riferisce estesamente alle punizioni corporali inflitte a scuola, all'uso delle cinghie e ad altri strumenti della punizione in uso a casa o a scuola.
Così come guerre di gang, infanticidio - non dimenticando le mutilazioni genitali.
3 milioni donne e ragazze attraverso il mondo soffrono la mutilazione genitale ogni anno. È effettuato all'incirca in trenta paesi africani ma anche in determinati stati del Golfo compreso l'Arabia Saudita, il Yemen e l'emirato dell'Oman. In 80% dei casi questo coinvolge l'asportazione della clitoride o di piccole labbra del vulva.
Ma la forma più terribile rimane infibulazione, che è quando un oggetto è passato tramite le piccole labbra o le grandi labbra per impedire dei rapporti sessuali.
Queste mutilazioni hanno messo le giovani donne ed i loro bambini futuri al rischio di complicazioni gravi nel parto. Gli studi intrapresi nel Burkina Faso, nel Ghana, nel Kenia, in Nigeria, nel Senegal e nel Sudan e pubblicati in 2006 un 30% di aumento il rischio di parto cesareo. E un rischio aumentato 70% di emorragia. Violenza sessuale e… tentato suicidio.
La giornata mondiale per la prevenzione alla pedofilia, gli organizzatori hanno scelto di disporre l'importanza particolare sulla violenza sessuale. E specialmente sulle conseguenze di questo sulla salute e sullo sviluppo dei bambini. In entrambi i casi a breve e a lungo termine, queste conseguenze sono spesso molto gravi. Secondo parecchi studi pubblicati sull'oggetto, i bambini che sono vittime di un pervertito sessuale cominciano ad avvertire i problemi con il senso di colpa. E nel loro proprio senso percepiscono il mondo intorno loro.
Questa violenza può quindi condurre ad una predisposizione aumentata ai problemi sociali, impressionabili e conoscitivi, cioè, problemi connessi con l'apprendimento. Le vittime inoltre sono frequenti di sensibilità, di vergogna e di colpevolezza e possono perdere il desiderio di avere dei piaceri e di imparare. Per vivere, in altre parole.
I bambini che sono sottoposti alla violenza sessuale possono quindi essere specialmente al rischio di tentato suicidio. Ciò è stato indicato da uno studio pubblicato l'anno scorso dai centri di Atlanta del controllo di malattie et la prevenzione (CDC). Tali bambini inoltre tenderanno di più ad assumere le forme di comportamento che comportano un rischio a salute, come fumo, conducendo uno stile di vita sedentario ma anche e per di più, di alcool e di abuso di droga. Quindi saranno più a rischio che altre del polmone, del cuore e dell'affezione epatica di sviluppo. Oltre che la violenza, ogni anno 1 milione minori sono introdotti nel commercio del sesso. Abbastanza oltre alle ripercussioni sulla loro salute fisica e mentale, questo sfruttamento inoltre è considerato come un vettore per la diffusione di HIV/AIDS. I giovani sono dalla natura più vulnerabile alle ferite ed alle infezioni. Per non accennare che sono raramente in una posizione per richiedere il sesso sicuro o per rifiutare un aggressore violento. Tutte queste ripercussioni estremamente serie hanno condotto l'autore del rapporto a dire che “proteggere i bambini dalla violenza è un urgente„. Oggi, 192 conduttori hanno ratificato la convenzione sui diritti del bambino. Così i progressi sono stati realizzati in molti paesi. Ma le Nazioni Unite ora stanno invitando tutte le condizioni per amplificare gli sforzi di prevenzione. Con le politiche destinate per affrontare i fattori di rischio immediati. Il rapporto chiama alcuni di questi: “mancanza di affetto parentale, disfacimento dell'unità di famiglia, alcool o abuso di droga ed accesso alle armi da fuoco„. Per le Nazioni Unite, questo giorno è più che mai un'occasione analizzare ancora più la parete di silenzio che circonda questa edizione. Come l'autore del rapporto precisa, “proteggere i bambini dalla violenza è urgente. Per secoli, i bambini hanno sofferto la violenza dalle mani degli adulti senza averne mai parlato con nessuno.
Abbiamo un dovere per accertarci che i bambini esercitino i loro diritti e vivere in una cassaforte al riparo dalla violenza„.
Ruggero
Postato il sabato, 28 marzo 2009 alle 09:57
La mimosa
In Inghilterra, nel secolo scorso, le ragazze meno carine erano solite infilare un fiore d’acacia nell’occhiello della giacca, della camicetta oppure fra i capelli per esibire la loro ideologia. Diverso significato veniva attribuito alla mimosa dagli indiani d’America; in base ad una vecchia usanza un ramoscello d’acacia era donato da ogni giovane alla ragazza che gli aveva infuocato il cuore. Il loro aspetto delicato nasconde forza e vitalità, come te Donna!
Il dono più prezioso che il D_o Onnipotente ha fatto all'uomo è la Donna...peccato che molti uomini non se ne siano ancora accorti.....
Nulla serve alla Donna affannarsi a farsi bella, Donna sei bella solo ad ascoltare il suono della parola Donna!
Per la festa delle Donne, per tutte le Donne sarei felicisismo di offrire personalmente un mazzo di mimosa, purtroppo dovrete accontentarvi di questo virtuale.
Per compensare vi propong una ricetta di cucina a base di fiori di acacia (mimosa).
Ruggero
Asparagi ai mimosa
Kasher
Ingredienti :
1 Kg. di asparagi
80-100 gr. di fiori di mimosa
1-2 cl. di acqua di mimosa
Preparazione :
Dopo aver sbucciato gli asparagi cuocerli nell'acqua salata con una zolletta di zucchero, un ricciolo di burro e un dado, sgocciolare gli asparagi appena saranno cotti e raffredarli immergendoli nell'acqua fredda con del ghiaccio.
Togliere la parte legnosa e buttarla, tagliare 2-3 cm. della parte tenera e rimetterla a bollire circa un'ora.
Passare al frullatore i gambi ricotti con un poco di acqua di cottura degli asparagi, fare un roux bianco di 50 gr. di burro e 50 gr. di farina e versare circa 8 dl. di acqua di cottura degli asparagi, aggiungere gli asparagi pestati, i fiori di mimosa e l'acqua di mimosa, al primo fremito ritirare dal fuoco.
Servire gli asparagi freddi col sugo caldo.
Postato il sabato, 07 marzo 2009 alle 23:25
Amnesty International celebra la lotta delle donne attraverso i secoli per ottenere uguaglianza e giustizia
L'8 marzo 1857 a New York, centinaia di operaie delle aziende tessili manifestarono per ottenere migliori condizioni lavorative, riduzione dell'orario di lavoro e parità di diritti tra uomini e donne. Cinquantuno anni dopo, l'8 marzo 1908, 15 mila operaie tessili marciarono di nuovo a New York chiedendo, questa volta, il diritto di voto, la chiusura definitiva delle cosiddette "fabbriche del sudore" e l'abolizione del lavoro minorile. Oggi la Giornata internazionale delle donne è ricordata in tutto il mondo, è celebrata dalle Nazioni Unite e in molti paesi è considerata festa nazionale.
Nell'ultimo secolo lo scenario relativo ai diritti delle donne è mutato drasticamente. Sono diventate protagoniste attive dei processi decisionali e hanno realizzato passi significativi verso l'eguaglianza economica. A livello globale esistono trattati giuridicamente vincolanti che proteggono e promuovono i loro diritti.
Tuttavia le donne continuano a essere vittime di violenza, in particolare violenza sessuale, diffusa in modo preoccupante.
In tempo di guerra, sono spesso considerate veri e propri obiettivi militari. Si stima che, durante il conflitto armato in Sierra Leone (1991-2002), almeno una donna/ragazza su tre abbia subito uno stupro o altre forme di violenza sessuale, da parte di tutti i principali attori degli scontri: forze governative, combattenti civili e fazioni armate avversarie.
La violenza sessuale è anche strettamente collegata al circolo vizioso che si crea tra povertà e insicurezza. A Haiti, per esempio, molte ragazze non possono permettersi di pagare le tasse scolastiche e sono quindi costrette a sottostare ad abusi sessuali e violenze in cambio di regali o soldi per garantirsi l'istruzione. Altre rimangono vittime di violenza sessuale mentre percorrono strade poco o per nulla illuminate.
LE DONNE ARTEFICI DEL CAMBIAMENTO.
Sebbene nel mondo dilaghino l'insicurezza e la violenza contro le donne, sono proprio loro che, superando enormi ostacoli, hanno ottenuto cambiamenti positivi per l'intera società. In Liberia, le donne che hanno combattuto come bambine-soldato stanno ora lavorando affinché tutte coloro che hanno subito violenza durante i conflitti armati (1989-1997 e 1999-2003) ottengano giustizia. Si stima che le donne rappresentassero oltre il 30 per cento delle forze armate. Durante il conflitto, Florence Ballah e Jackie Redd sono state portate via dalle loro abitazioni e hanno combattuto per fazioni rivali, adesso si sono unite e lottano per fare in modo che le donne della Liberia abbiano una vita migliore.
In Nepal, la violenza sulle donne è un fenomeno molto diffuso sebbene, a seguito della caduta della monarchia nel 2006, alcuni cambiamenti positivi siano avvenuti, soprattutto per quanto riguarda la presenza femminile nella sfera pubblica. Le donne che lottano in difesa dei diritti umani e contro ogni forma di violenza però sono ancora vittime di molestie e intimidazioni da parte di attori statali e non.
In Iran, le attiviste della Campagna per l'uguaglianza lottano perché venga messa fine alla discriminazione legale delle donne. Sono spesso vittime di attacchi da parte del governo: nel 2008, Parvin Ardalan, Nahid Keshavarz, Jelveh Javaheri e Maryam Hosseinkhah sono state condannate a sei mesi di carcere. Dal 2006 oltre 50 attiviste sono state detenute dalle autorità e a molte è stato vietato di lasciare il paese. Nonostante ciò, la loro lotta per il cambiamento continua.
In ogni paese donne coraggiose e determinate lavorano per costruire un mondo migliore. Le loro voci devono essere ascoltate. Il loro contributo deve essere riconosciuto e incoraggiato. Le violazioni dei diritti umani non possono essere fermate senza un'attiva partecipazione di chi ha subito in prima persona la violenza.
L'8 marzo aggiungi la tua voce a quella di Amnesty International. Firma perchè i diritti delle donne in Grecia, Venezuela, Haiti, Messico e Sudafrica siano rispettati!
Firma tutti gli appelli della campagna:
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/497/P/100
Postato il venerdì, 06 marzo 2009 alle 17:36
Postato il sabato, 24 gennaio 2009 alle 12:01
La più alta autorità religiosa dell'Arabia Saudita ha giudicato che una ragazza di 10 anni poteva essere sposata, ha riportato mercoledì la stampa locale. Influente il grande mufti, Abdelaziz al-Cheikh, ha affermato che la charia, o legge islamica, autorizzavano il matrimonio per le ragazze che non hanno raggiunto la pubertà, ritenendo che opponendosi, i suoi detrattori commettevano “un'ingiustizia„ a loro riguardo.
“Intendiamo spesso parlare nei mass media di matrimoni di minori. Dobbiamo sapere che la charia non è ingiusta nei confronti delle donne ", essa dice. “Se si dice che una donna meno di 15 anni può sposarsi, ciò è falsa. Se una ragazza ha 10 o 12 anni essa può essere sposata, e chiunque pensa che sia troppo giovane si fuorvii ed è ingiusto al suo riguardo. “
Le sue dichiarazioni si verificano mentre i mass media si sono fatti portavoce recentemente di molti casi di matrimonio tra ragazze ed uomini che possono a volte avere l'età il loro di bisnonno.
Lunedì, un tribunale di Taëf ha autorizzato il divorzio di una ragazza di 11 anni sposa ad un uomo di 75 anni, a seguito di una domanda depositata da sua madre, riporta il giornale Okaz. Il padre della ragazza aveva sistemato il matrimonio in cambio di una dote. In dicembre, un tribunale saoudita ha rifiutato di pronunciare il divorzio di una ragazza di 8 anni, sposata da suo padre ad un adulto di 58 anni, argomentando che doveva inizialmente raggiungere “la pubertà„. Gruppi saouditi di difesa dei diritti dell'uomo lottano contro questa pratica e tentano di ottenere lo stabilimento di un'età minima per il matrimonio delle donne.
Postato il venerdì, 16 gennaio 2009 alle 11:55
Qualche settimana fa avevo dedicato un post di questo blog alla storia di Carmela, ragazzina 13enne che, dopo aver denunciato uno stupro, è stata ritenuta instabile, internata in una clinica e "curata" con psicofarmaci, all'insaputa dei genitori. La ragazza si è poi suicidata il 15 aprile 2007 gettandosi dal settimo piano del palazzo in cui abitava.
Dopo la morte della ragazza, i genitori hanno fondato l'associazione IoSoCarmela, in difesa dei diritti dei minori. La stessa associazione, in collaborazione con l'associazione L'urlo, ha promosso la campagna Controlliamo i controllori. Ecco di cosa si tratta:
Firme per l'Osservatorio sui servizi sociali
il Centro — 05 gennaio 2009 pagina 02 sezione: L'AQUILA
L’AQUILA. L’associazione aquilana “L’Urlo” congiuntamente all’associazione “Io so’ Carmela” (come la frase che la ragazzina, Carmela, suicida dopo uno stupro, pronunciava quando voleva attirare l’attenzione) sta avviando una petizione dal titolo “Controlliamo i controllori” che ha lo scopo di proporre «una sorta di Osservatorio nazionale che vigili e controlli i servizi sociali, affinché vengano garantiti con i fatti tutti i diritti umani e civili che molto spesso vengono calpestati proprio da coloro che sono preposti alla loro tutela. La funzione principale di questo Osservatorio deve essere quella di vigilare e controllare la reale professionalità degli addetti di questo servizio ed il regolare e doveroso rispetto della giustizia e dei diritti umani e civili delle famiglie e dei minori, e nei casi in cui venga riscontrato il contrario, denunciare subito quanto riscontrato alle sedi preposte per prendere i provvedimenti del caso». Le rappresentanti dell’associazione “L’Urlo” saranno presenti il giorno 8 gennaio nei pressi dell’azienda Transcom dalle ore 9 alle ore 17 per la raccolta delle firme a sostegno dell’Osservatorio.
È possibile firmare la petizione anche online cliccando QUI.
Chiedo a tutti di firmare la petizione (dobbiamo raggiungere le 500mila firme) e diffonderla a conoscenti e amici e, se avete un blog, pubblicare voi stessi il link.
Grazie a tutti.
Postato il domenica, 11 gennaio 2009 alle 13:33
Saint Louis (Francia)
Saint Louis è una cittadina di 40,000 abitanti, la posizione è fantastica, sita a 3 Km. dalla frontiera Tedesca e attaccata alla frontiera elvetica, le relazioni con le polizie delle tre frontiere sono possiamo dire discrete a parte certi avvenimenti di poco rilievo che non fanno caso, sono situazioni irrilevanti.
Un caso particolare, la bicicletta di un deputato fu rubata, le polizie delle tr frontiere si riunirono sion al ritrovamento della bicicletta, il ladruncolo fu ritrovato, bene, sono in gamba le polizie delle tre frontiere, una cooperazione meravigliosa, molto uniti fra loro, vero, una collaborazione fantastica, ma mi farete la domanda cosa è la situazione irrilevante?
Ho nulla di importante!
Non aver pagato il conto al ristorante, ovvio se la ciffra è irrisoria, oppure lo stupro di una ragazza, oppure .....
Hops! Si hai capito bene lo stupro! Lo stupro è riteniuto irrilevante!
I doganieri francesi si prendono il diritt di mettere in mutande alla rontiera e spesso per strada delle Donne sospette, si permettono di toccare i seni ad una Donna, addiritura metter le mani sotto l gonna, feci uno scandalo con un doganiere che toccò i seni di Michèle!
Torniamo allo stupro, supponiamo che una ragazza francese va oltre frontiera, subisce corre dalla polizia francese, rispondono non pososno far nulla deve denunciare il fatto dove è avvenuto, così deve andare nella nazione dove è successo, diret normale, ma la bicicletta .... la bicicleta ha più valore di una Donna?
Una bicicletta si denuncia in qualsiasi delle tre nazioni?
Ma scusate polizia delle tre frontiere,invece di far delle multe muovetevi per arrestare gli stupratori, miuovetevi per considerare una bicicletta irrilevante e uno stupro un caso grave, da bloccare immediatamente tutte le uscite delle nazioni, da prendere più che in considerazioen, non sapete nemmeno diffendere le vostre Donne,ma ve la prendete con piacere agli stranieri????
Postato il sabato, 03 gennaio 2009 alle 13:35